L’intervista

Arch. Andrea Benedetto
– concept designer
Matteo Piedi
– concept designer
Filippo Squillace
– sales manager

Makris è sinonimo di….?
Che definizione dareste a Makris?
Matteo. La negazione dell’aspettativa dell’uso comune della luce.

Makris è differente perché…?
Andrea. Makris è differente perché non segue un pensiero legato a stereotipi esclusivamente tecnici o artistici ma cerca di definirne di propri. Ha la capacità di rendere palese un’esigenza latente aiutando il cliente a mettere a fuoco il suo reale bisogno che, spesso, non coincide con la richiesta iniziale con cui si presenta. La nostra abilità interpretativa fa la differenza.

Quale è la dimensione che assume la scelta del materiale in ogni progetto?
Matteo. Il materiale è una delle chiavi dell’interpretazione; ogni progetto è composto da una capacità tecnico creativa e da una ricerca del materiale coerente e conforme a ciò che il pensiero creativo e tecnico hanno generato. Il materiale è la chiave costruttiva del pensiero in quanto è parte del design dell’oggetto ma è allo stesso tempo funzionale alle questioni tecniche legate ad esempio alla dissipazione del calore piuttosto che alle meccaniche di funzionamento della lampada. Makris conduce il cliente a riflettere su come un determinato materiale possa essere lavorato e trasformato. Citando un esempio concreto, possiamo parlare della realizzazione della lampada Memi per la quale si è scelto un materiale diffusivo trasparente che ha portato quindi alla necessità di capire come far percepire la luce al suo interno; la soluzione è stata quella di laserare il materiale facendo sì che la luce divenisse più tangibile.

Come si concretizzano queste cose, più nel pratico?
Andrea. Spesso le richieste formulate non prendono in considerazione la fase della realizzazione, anche se per quantità minime; Makris reinterpreta ciò che vede, senza snaturare l’effetto visivo e l’impatto emozionale che l’architetto o il designer cerca, conservando quindi la sua idea e sfruttando però sul piano tecnologico e materico tutto ciò che permette di ottenere un risultato funzionale.

Chi è l’interlocutore tipo di Makris?
Filippo. L’interlocutore tipo non esiste; il riferimento è sempre il progetto all’interno del quale prende vita l’oggetto che Makris realizza. Un progetto che può essere sempre diverso. Committente e progettista comunicano la sensazione che vogliono percepire tramite la lampada attraverso la descrizione dell’ambiente all’interno del quale questa sarà inserita e del messaggio che la stessa dovrà comunicare; questi elementi che generano l’idea progettuale generale si riflettono sull’idea progettuale dell’oggetto che Makris realizza.

Nel concreto, quindi, accompagniamo determinate consapevolezze che provengono dall’idea iniziale verso una praticità che deriva anche dalla scelta di un materiale innovativo. Dell’artigiano conserviamo la capacità di realizzare pezzi unici ma, a questa, aggiungiamo l’interpretazione dell’idea.